C’è chi lo è diventato da poco, chi invece lo è da molti anni. C’è chi ha la fortuna di averlo ancora, chi invece lo ha già perso. C’è chi se lo gode tutti i giorni, chi deve condividerlo con lunghe trasferte di lavoro. Qualunque sia la vostra situazione e ovunque si trovi in questo momento, ogni papà merita di essere celebrato. Una giornata dedicata solo a lui che per noi fa o ha fatto tanto.

San Giuseppe

Festa diffusa in numerosi paesi del mondo, che siano di religione cristiana o di altro culto. Un’osservazione importante. Ci fa subito capire quanto la figura del papà sia fondamentale nelle diverse culture. Espressione di forza e protezione. É celebrato in Tailandia, Russia e Sudafrica. Ma anche Egitto, Colombia e in molti stati europei. Certo la data prescelta non è la stessa per tutti. In Italia e nei Paesi di tradizione cattolica si riconosce nel 19 marzo il giorno ideale per la sua festa. Non a caso si tratta della data omaggiata a San Giuseppe, padre per eccellenza.

Papà - Dipinto rappresentato la Sacra Famiglia con Giuseppe che sorregge il Bambino mentre gioca con un cagnolino alla presenza di Maria impegnata al filatoio

Figura che racchiude i tanti valori che un buon papà dovrebbe avere. Giusto, umile, protettivo e comprensivo. Viene dipinto l’ideale di un padre quale punto di riferimento. Pilastro importante della famiglia. Quanto detto trova pieno riscontro nel Martirologio romano. La Chiesa infatti definisce San Giuseppe “colui che è stato posto dal Signore a custodia della sua famiglia”. La festa del papà compare per la prima volta nel Medioevo. Furono i Benedettini a rendergli giusto onore nel 1030. Da qui la tradizione proseguì con i Francescani sino al Seicento quando fu istituita ufficialmente. Una volta era giorno festivo. Un meritato riposo dal lavoro per trascorrere del tempo con la propria famiglia. Quale miglior modo di festeggiare? Fermare per un attimo la routine quotidiana e ritagliarsi una giornata con i propri cari.

Non c’è festa senza dolce

Chi organizzerebbe una festa senza pensare a un dolce? Ecco che al centro della tavola trovano spazio deliziose leccornie! Tantissime le prelibatezze preparate in occasione alla festa del papà. Bontà diverse ma a volte simili nelle varie regioni italiane. Partiamo da un’isola, la Sicilia. Qui vengono confezionate crispelle di riso in forma di tocchetti fritti. A Napoli invece è nota la zeppola di San Giuseppe. Molto di più che un semplice dolce. Infatti entra in gioco la tradizione. Si narra che durante la fuga in Egitto, Giuseppe dovette praticare il commercio di frittelle per poter mantenere la Sacra famiglia.

Papà - immagine di un vassoio colmo di zeppole, pasticcini fritti con crema e amarena

Ecco perché a Napoli si prepararono le zeppole. Bocconcini fritti, o cotti al forno, sopra i quali fa capolino un’amarena adagiata sulla crema pasticcera. La tradizione delle frittelle è presente in tante altre zone della penisola. Proprio per riprendere l’aneddoto che interessò il papà per eccellenza. E così frittelle di riso anche per Toscana, Umbria e Lazio. Una piccola aggiunta di uvetta secca o canditi per ultimare la squisitezza di questo dolce. Ma anche versioni differenti tuttavia rigorosamente fritte. In molte cittadine del Nord infatti si prepara la raviola. Una ghiottoneria in forma di ciambella dal cuore morbido. Marmellata, crema o altro ripieno a coronare la bontà di questo dolce. Una golosità protagonista anche a Bologna dove è organizzata annualmente la festa della raviola.

Sabrina Cernuschi

Autore: Sabrina Cernuschi

Laureata in Scienze Storiche lavoro da anni nel campo della didattica culturale. Amo curiosare dietro i perché delle cose per scoprirne le origini, le storie e rimanerne entusiasta un po’ come capita ai bambini quando esplorano! Per questo prediligo scrivere articoli a tema cultura: sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo su cui indagare!

Auguri a tutti i papà per la loro festa! ultima modifica: 2019-03-19T09:00:08+02:00 da Sabrina Cernuschi

Commenti