Catania è dove il mare e la montagna si uniscono, in un abbraccio longilineo e sinuoso. Tra le pendici dell’Etna e il mar Ionio che si rifrange sulla costa, il comune siciliano accoglie circa 700 000 persone, come uno dei cuori pulsanti dell’isola. E’ una meta imperdibile per tutti, che siano turisti o italiani, va visitata almeno una volta nella vita.

La nascita di un nome

Le prime spiegazioni sul nome di Catania risalgono a Plutarco, difatti la città ha preso il nome dalla parola indoeuropea katane, ovvero grattugia. Si potrebbe interpretare come una metafora del territorio frastagliato a causa della lava ma secondo altri, l’etimologia risale alla parola latina catinum, per riferirsi al bacino della Piana su cui si affaccia. Alcuni hanno pensato che Catania derivasse dal prefisso greco katà- unito alla parola Etna, per indicarne la vicinanza. Sebbene le sue origini rimangano oscure, la città ha chiari il suo prestigio e il suo fascino.

Catania - L'etna con le sue pietre rilascia fumo

Catania in sei anime: le prime tre

In città possono trovarsi sei sfaccettature diverse, di eguale importanza. La sua storia antica delinea una delle sei anime di Catania: greci e romani. Nonostante non rimangano, purtroppo, molte tracce del periodo greco, si ha la certezza tramite molti scavi che sia stata una meta dei greci. La città antica vanta le origini romane: il Teatro e l’Anfiteatro, le Terme dell’indirizzo e Anchilliane e anche la famosa statua dell’elefante appartiene all’epoca romana, ricalcando le leggende della città.

Catania - L'anfiteatro romano occupa uno dei centri della città

Città medievale

Catania divenne città medievale, con influenze bizantine e normanne, di cui ancora oggi si possono vedere i lasciti. Il monastero dei Benedettini e la chiesa di Santa Maria di Gesù fanno pulsare il cuore della città rinascimentale.

Le ultime tre anime di Catania

Colate laviche e terremoti caratterizzano il periodo barocco, ragion per cui gli architetti si adoperarono per risolvere il problema ed ecco che Catania divenne una città barocca, con vie larghe, come Via Etnea, Via Vittorio Emanuele II e Via Giuseppe Garibaldi, e chiese ricostruite da architetti famosi. Si schiude poi la città ottocentesca, con il Teatro Pietro Antonio Coppola e numerosissime fontanelle negli anni 60 in piazza Alfredo Cappellini e Piazza Giovanni Falcone. Infine, l’ultima anima è quella della città del novecento, con la Fontana di Proserpina e la Cittadella Universitaria. Tutte e sei le città battono all’unisono nel cuore di Catania.

Catania - La chiesa di Sant'Agata troneggia sulla piazza

La città dei Ciclopi

Quando Omero – o chi per lui – raccontava le storie di Ulisse, non mancò di fornire una descrizione geografica dettagliata ed era proprio vicino Catania che Ulisse incontrò Polifemo, legato alle attività vulcaniche dell’Etna. I Faraglioni di Aci Trezza dovrebbero essere posti lì dopo la furia cieca di Polifemo, che scagliò dei massi enormi contro Ulisse.
Il fondo di verità di questa leggenda risiede negli elefanti nani, tra i primi abitanti della zona e scomparsi ormai da tempo, poichè i loro scheletri riportano sulla fronte un foro, dove avevano la proboscide, che venne scambiato dagli uomini per un occhio solo. Errore umano ma leggenda simpatica.

Catania - Vista del porto della città

Catania e il fiume sotterrano del toro

Amenano era un dio greco, per metà uomo e per metà toro, che diede il nome al fiume sotterraneo che scorre nei meandri di Catania. Si può ravvisare solo in alcuni punti della città, poichè l’eruzione del 1669 lo sommerse, nascondendone gran parte ma fortunatamente, non se ne sono perse le tracce e, anzi, sono state usate per irrorare la fontana dell’Amenano ma si può vedere nel famoso Mercato del Pesce di Catania. Il posto più curioso dove fermarsi ad ascoltare il suo fruscio e ammirarlo è letteralmente all’interno dell’Ostello della Gioventù. Tra il fuoco e l’acqua, Catania riserva sorprese per tutti i gusti. Come non andarci?

Elena Morrone

Autore: Elena Morrone

Elena Morrone, nata nel 1995 a Salerno, ha frequentato il Liceo Classico di Salerno Torquato Tasso, dove ha diretto il giornalino scolastico Kaos. Dopo essersi diplomata si è iscritta all’Università di Salerno alla facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali. Ora sta proseguendo gli studi presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, con il corso magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa. Ha collaborato con numerosi giornali online, occupandosi di vari settori, dal cinema alla politica. Il suo hobby preferito, vedere film e serie tv, si è trasposto anche nella partecipazione per sette anni consecutivi al Giffoni Film Festival come giurata e, nel 2018, ha partecipato alla Mostra internazionale del Cinema di Venezia. Si interessa molto di cultura orientale, praticando anche yoga e leggendo libri a riguardo.
Catania: la città siciliana dalle sei anime pulsanti ultima modifica: 2019-04-29T09:00:28+02:00 da Elena Morrone

Commenti