Può essere una scelta precisa, qualcosa di pianificato da tempo, oppure un caso, uno scherzo del destino. In ogni caso, crescere un figlio all’estero è sicuramente una sfida. Ma una sfida che porta con sè tante opportunità. In questo articolo affronto le 5 cose che secondo me è fondamentale sapere prima di decidere di crescere un figlio all’estero. E farlo lo stesso.

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crescere un figlio all'estero
Anche se ti sentirai più sola agli inizi, guardati intorno, ci sono tante mamme expat come te che ti possono fare compagnia e supportarti

Crescere un figlio all’estero: non sarà automaticamente un cittadino di un altro Paese

Quando è nato mio figlio la prima domanda che tutti mi hanno fatto è stata: ma è cittadino britannico? Ecco, anche se mi piacerebbe, no. È cittadino italiano. In realtà nel mondo ci sono pochi Paesi in cui basta nascere lì per essere automaticamente cittadini. Per citare quelli più noti e più frequentati dai nostri concittadini, Stati Uniti e Francia. Si chiama ius soli. Si  oppone al sistema di diritto che c’è in italia, Gran Bretagna e nella maggior parte del mondo occidentale, lo ius sanguinis. Sostanzialmente il primo significa che quello che conta per stabilire la cittadinanza di un individuo è il luogo in cui nasce. Il secondo, invece, si basa sui legami di sangue, vale a dire sulla provenienza dei genitori.

Chiaramente se hai un figlio con un cittadino del Paese in cui ti sei trasferito quasi sicuramente avrà la doppia cittadinanza. La tua e quella del tuo compagno/a. Nel caso in cui siate entrambi italiani, invece, è più probabile sia cittadino italiano anche lui. È importante che tu ne sia consapevole per procedere nel modo giusto.

Tieni presente che:

  • i tempi di registrazione di un nascita in Italia dipendono dal comune scelto dai genitori (generalmente si sceglie quello della mamma). A volte le pratiche sono trattate mesi dopo l’arrivo dei documenti;
  • di solito il passaporto arriva prima della registrazione della nascita in italia. Questo è fondamentale perché vorrai fare conoscere il pargolo alla famiglia e agli amici. Senza passaporto non si può muovere;
  • per ottenere il passaporto devi rivolgerti al consolato più vicino. I tempi sono abbastanza lunghi, per cui muoviti per tempo.

Crescere un figlio all’estero: sarai molto da sola, ma troverai nuove amiche

Le mamme straniere come te. In Italia puoi infatti contare su nonni, zii, cugini, amici, vicini di casa. Insomma, esiste tutta una rete di persone che possono starti vicino e aiutarti quando nasce il bambino e nei suoi primi mesi. Che è poi il momento in cui è particolarmente importante avere un supporto, sia pratico che spirituale.

Stando all’estero questa rete di supporto non ce l’hai. E di certo la solitudine è uno dei lati peggiori da affrontare quando ti trasferisci fuori dal tuo Paese. Però la grande forza degli emigrati è la voglia di costruirsi un’altra vita e la tenacia nel cercare di farsi nuove amicizie. Perciò anche se all’inizio può sembrare molto difficile ambientarsi e conoscere persone nuove è molto probabile esistano comunità di emigrati come te in qualsiasi Paese tu ti sia trasferita. Si tratterà spesso di gruppi di mamme e neomamme che hanno i tuoi stessi dubbi, le tue stesse esigenze e la tua stessa voglia di condividere, passare del tempo insieme, combattere la solitudine.

Inoltre, se penso alla Gran Bretagna, qui esistono molte occasioni per fare attività con i bambini. Conoscendo allo stesso tempo altre mamme, locali e straniere. Chiedi all’ostetrica, naviga online alla ricerca di corsi e gruppi di mamme, troverai sicuramente qualcosa che fa al caso tuo.

crescere un figlio all'estero
Sarà bilingue, avrà amici da tutto il mondo, non avrà paura di prendere in mano la propria vita e affrontare il cambiamento: tutto questo lo puoi trasmettere a tuo figlio quando decidi di farlo crescere all’estero

Crescere un figlio all’estero: il sistema scolastico può essere molto diverso

Vivere fuori dall’Italia vuol dire anche confontarsi con un sistema scolastico che può essere molto diverso. Sia per l’articolazione delle classi, sia per i programmi, sia per il modo di insegnare. A volte persino l’età in cui si inizia e finisce la scuola dell’obbligo è diversa.

Uno degli aspetti da ricordare è la necessità di valutare le scuole in cui vogliono fare studiare i propri figli per tempo e scegliere di vivere nell’area di competenza dell’istituto prescelto. In Gran Bretagna, per esempio, è fondamentale che la famiglia si trovi all’interno della catchment area di una scuola valutata almeno come “good”, se non “outstanding”. In questo modo si garantisce al bambino di poter progredire negli studi scegliendo le scuole migliori, fino all’università. Qui questo aspetto è un po’ un’ossessione per i genitori e lo si vede chiaramente nei prezzi delle case. Migliore è la valutazione della scuola e maggiori saranno i prezzi delle case che si trovano lì intorno.

Anche tutto il periodo che precede l’inizio della scuola dell’obbligo può essere diverso. Il nido e l’asilo, per esempio, qui sono sostituiti dalla nursery. Si tratta di strutture private (non esistono quelle pubbiche), per cui non c’è il problema di entrare in graduatoria per avere accesso al servizio, ma i costi tendono a essere ben più alti che in Italia (fino al doppio della retta che pagheresti per un asilo privato nel nostro Paese).

Crescere un figlio all’estero: le feste di compleanno sono completamente diverse

Il modo di interagire tra loro delle famiglie che hanno i figli che vanno a scuola insieme è fonte di infinita meraviglia per un italiano. Ovviamente dipende dalle singole persone che incontri, ma anche la particolare cultura che caratterizza il Paese ha una profonda influenza. In un Paese come la Gran Bretagna dove le persone sono riservate e hanno difficoltà a lasciarsi andare e a entrare in confidenza con gli altri, per esempio, è più difficile che si creino delle amicizie.

Le abitudini poi, tanto radicate quando inconsapevoli, possono essere molto diverse e causare figuracce e momenti di imbarazzo. Un esempio tipico sono le feste di compleanno dei bambini. Non vi ho mai partecipato di persona perchè il mio piccolo è ancora in età prescolare. Ma mi hanno raccontato che si svolgono in modo molto diverso dalle nostre:

  • sono organizzate con largo anticipo e di solito si svolgono al chiuso;
  • hanno un orario di inizio a cui tutti si presentano puntualissimi e anche un orario di fine;
  • i genitori di solito non rimangono ma vengono solo a recuperare i figli quando è finita. Vale a dire che non è un’occasione per fare amicizia tra mamme e papà;
  • sono annunciate da una card di invito e dopo qualche giorno vengono distribuite le card di ringraziamento ai partecipanti;
  • la torta si taglia ma non si mangia insieme. Ogni bambino riceve una fetta nella sua party bag dove ci sono anche caramelle, altri dolcetti o regalini;
  • i regali non si aprono tutti insieme, ma solo dopo la festa, a casa.

Per noi italiani una festa così è quasi inconcepibile. E questo è solo un esempio di come possono cambiare i modi di vivere e le attività quotidiane delle famiglie all’estero.

Crescere un figlio all’estero: sarà un cittadino del mondo

Un bambino cresciuto all’estero avrà, secondo me, tantissimi vantaggi sui suoi coetanei che non si sono mai mossi da casa. Il primo è il bilinguismo. Oltre all’italiano che avrà imparato a casa, conoscerà perfettamente anche una seconda lingua, quella del Paese in cui è vissuto. E senza praticamente sforzo. La imparerà a scuola, parlando con i compagni, al parco, dalla nanny, dai cartoni in tv, ma senza alcuno studio formale (se non per lo spelling e le regole, ovviamente). Avendola imparata nei primi anni di vita, poi, non solo avrà una competenza linguistica uguale a quella di un madrelingua, ma anche una pronuncia impeccabile.

Poi è probabile che avrà amici di diverse provenienze. Un expat tende a crearsi gruppi di amici non solo tra i locali, ma anche – e spesso – tra gli altri expat come lui. Italiani ma non solo. Frequentare persone diverse, che hanno culture, modi di pensare e di vivere differenti è senza dubbio una grande ricchezza.

Infine, per tutta la vita faranno parte del suo bagaglio intraprendenza, fiducia in se stessi, capacità di adattarsi e affrontare il cambiamento. Come i suoi genitori prima di lui è probabile giri il mondo e si trovi a casa ovunque vada. E che abbia una marcia in più rispetto a chi non ha vissuto questa esperienza.

Giulia Gagliardi

Autore: Giulia Gagliardi

Scrivere, scrivere e scrivere. Questa l’ambizione: vivere della propria penna. Nel frattempo studia digital marketing, lavora come freelance per riviste e siti web, collabora con le aziende occupandosi di comunicazione e ufficio stampa e accudisce un piccolo scrittore in erba. Vive nella ridente campagna inglese.

Crescere un figlio all’estero: 5 cose da sapere ultima modifica: 2017-04-07T07:02:31+00:00 da Giulia Gagliardi

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