Giuseppe Verdi nacque il 10 Ottobre 1813 da un’umile famiglia di Roncole di Busseto che ora in suo onore si chiama Roncole Verdi. Uno dei più grandi musicisti della storia vide la luce non molto lontano da Parma che allora era sotto il dominio francese.
Fin da bambino, Verdi dimostrò grande talento musicale, e agli albori il suo maestro era l’organista del paese, Don Pietro Baistrocchi. Resta un simbolo tuttora la vecchia e malandata spinetta su cui si esercitava quando non aiutava nell’osteria della famiglia.

Giuseppe Verdi

Già allora, l’accordatore che riparò la spinetta, colpito dal talento del ragazzo, volle apporre una piccola targa, che restasse a futura memoria.

Giuseppe Verdi e il suo mentore Barezzi

La vita di Giuseppe Verdi cambiò prestissimo con l’incontro decisivo della sua vita con il suo pigmalione Barezzi, che avrebbe sempre creduto ciecamente in lui. Dall’età di dodici anni recatosi a Busseto, il buon Barezzi iniziò ad aiutarlo economicamente, continuando per moltissimo tempo. Giuseppe Verdi frequentò il ginnasio, senza mai trascurare la musica con il maestro Provesi, direttore della Società Filarmonica e latino con il canonico Seletti. I genitori lo avrebbero voluto organista in paese, ma Barezzi, spronò Verdi a studiare ancora, integrando una borsa di studio con una congrua rendita. A diciannove anni tentò di entrare in Conservatorio, ma fu scartato perché secondo gli esaminatori aveva un difetto d’impostazione grave.

Giuseppe Verdi

Intervenne ancora Barezzi sovvenzionandolo negli studi con il maestro al cembalo della Scala Vincenzo Lavigna. Nel 1835 Giuseppe Verdi sposò la figlia di Barezzi, da cui ebbe due figli e si trasferì a Milano.

Dalla gavetta a La Traviata

Per Giuseppe Verdi iniziò una carriera travagliata con un primo contratto con la casa editrice Ricordi come compositore. Con fortune alterne una delle sue opere, Un giorno di regno, a soggetto comico fu pesantemente fischiata e cancellata. Morirono sia la moglie sia i figli e lo sconforto avvolse totalmente il musicista di Busseto. Ancora una volta intervenne Barezzi che lo spronò, mentre Giuseppe Verdi meditava di abbandonare la musica per sempre. Grazie anche al decisivo appoggio della famosa cantante Giuseppina Strepponi che decise di cantare un’opera verdiana, le porte del successo finalmente si spalancarono. Dal Nabucco, a I Lombardi alla Prima Crociata, Ernani, e poi I due Foscari, Giovanna d’Arco, Alzira, Attila, Macbeth, Verdi passava di successo in successo.

Giuseppe Verdi
Sia in Italia sia all’estero, con opere come Luisa Miller, Giuseppe Verdi finalmente vedeva le sue opere rappresentate nei teatri di tutta Europa.

Verdi filantropo amato da tutti

Giuseppe Verdi sapeva quanto doveva al suocero Barezzi e gli fu sempre infinitamente riconoscente, poiché senza di lui non avrebbe mai avuto successo. In seguito sposò la Strepponi con cui viveva da dieci anni e si trasferirono a Sant’Agata, vicino a Busseto. Videro la luce le sue opere più amate come Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata, I Vespri Siciliani, Simon Boccanegra, e un ballo in maschera. Dopo l’opera La forza del destino, Giuseppe Verdi rallentò il lavoro, anche se compose il Don Carlos, e l’Aida. Nella produzione di Verdi ricordiamo anche una Messa di Requiem per Alessandro Manzoni e tornato a Milano, compose l’Otello, e il Falstaff.
Verdi tuttavia non aveva dimenticato la campagna, cui si dedicò a lungo, anche se la politica lo tirava per la giacchetta. Nella sua vita fu eletto consigliere nella giunta della provincia di Piacenza, e diventò deputato del primo Parlamento del Regno d’Italia e fu senatore.

 

Giuseppe VErdi

Verdi nel novecento

Quel ragazzo di campagna che era in lui non amava la politica. Fece costruire un ospedale, e una casa di riposo per musicisti che ancora esiste e ospita non solo artisti anziani, ma anche giovani studenti. Giuseppe Verdi si spense a Milano il 27 gennaio 1901. Sotto le sue stanze, sulla pubblica via i cittadini sparsero della paglia, affinché le carrozze passando non lo disturbassero.
Il genio musicale di Busseto e la sua musica sono rappresentate in tutto il mondo. Il più grande musicista della storia, autore di pagine musicali uniche e di melodrammi intramontabili, porta ancora il nostro orgoglio nel mondo.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me, infatti, amo la letteratura, la storia, lo sport, l’arte, ed esplorare i mutamenti del costume. Mi piace andare alle mostre e nei musei, sono curiosa del mondo.

Giuseppe Verdi, il genio musicale assoluto in Italia e nel mondo ultima modifica: 2018-10-10T09:00:40+00:00 da Simona Aiuti

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