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Erano stati invitati “tanto gli architetti nazionali che forestieri a proporre la forma di un teatro … il più soddisfacente all’occhio ed all’orecchio degli spettatori … ”. Nasce da questo bando di concorso per la costruzione di un nuovo teatro, che si voleva grande e importante, La Fenice. Uno dei più prestigiosi teatri al mondo. Era il primo novembre del 1789 e lo aveva voluto la Nobile Società dei Palchettisti perché in quegli anni si era trovata estromessa da un altro importante ente teatrale veneziano, quello di San Benedetto. Il nome era stato scelto subito, Gran Teatro La Fenice, come l’uccello mitologico in grado di risorgere dalle proprie ceneri.

simbolo teatro la fenice

Il riferimento diretto era alla rinascita della Nobile Società estromessa da un altro importante teatro. In realtà sarebbe diventato un riferimento quanto mai indovinato e preveggente. La Fenice infatti, nella sua storia è risorta due volte dalle sue ceneri. Una prima dopo il grave incendio che distrusse il teatro nel 1846. Una seconda esattamente 160 anni dopo. Era il 29 gennaio 1996. Quella notte le fiamme lasciarono in piedi solo lo scheletro del teatro che venne ricostruito al motto di “come era e dove era”. Lo stesso che aveva guidato la ricostruzione del campanile di San Marco dopo il crollo del 1902. La “nuova” Fenice fu inaugurata nel dicembre del 2003 con un concerto di Riccardo Muti e alla presenza dell’allora presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

L’inaugurazione del Teatro La Fenice il 16 maggio del 1792 con I giuochi d’Agrigento di Alessandro Pepoli

Già in quel 1789 i committenti chiedevano ai progettisti di dedicare una particolare attenzione all’uso di materiali quali il legno, indispensabile ma che in qualche modo doveva essere protetto da un’eventuale esposizione al fuoco con “pronti e facili ripari”. Ventotto furono gli studi presentati, nove gli architetti concorrenti, il vincitore fu l’architetto Giannantonio Selva. Il teatro avrebbe dovuto essere degno di una capitale “ove Palladio, Sansovino, Sammicheli, Scamozzi ed altri valentuomeni del Bel Secolo hanno lasciati così insigni monumenti”. Così indicavano i committenti nel bando. Così fu. Il Teatro La Fenice venne inaugurato il 16 maggio del 1792 con I Giuochi d’Agrigento del conte Alessandro Pepoli. Data non casuale. Quel 16 maggio era infatti la festa della Sensa, l’Ascensione. Un importante appuntamento religioso. A Venezia anche la giornata in cui si svolge ancora oggi, simbolicamente, il rito dello sposalizio con il mare.

“Questo anniversario deve essere il compleanno della rinascita” così il sovrintendente Fortunato Ortombina

Proprio in questi giorni, come allora, il Teatro La Fenice sta vivendo una nuova rinascita. L’ennesima delle tante che ha vissuto nella sua storia. Ci tiene a sottolinearlo il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina. “Questo anniversario deve essere il compleanno della rinascita, un’altra volta. In quel 1792 La Fenice era già rinata da un altro teatro. E poi è risorta ancora tante volte. Dagli incendi, dall’acqua alta, dalle guerre. E’ stata chiusa per anni durante la terza guerra d’indipendenza, è stata chiusa per cinque anni durante la prima guerra mondiale …. Ogni volta è ripartita. In questo ultimo anno non siamo stati bombardati ma la società è stata devastata. Tante persone non potranno più venire alla Fenice perché hanno perso la vita con questa pandemia. Quindi questo sarà il compleanno della rinascita ancora una volta”.

Il concerto, per i giovani, dedicato a Verdi e il Teatro La Fenice

Il compleanno del Teatro La Fenice verrà ricordato attraverso i social. Quest’anno non è stato possibile fare di più. “Avevano anche pensato – aggiunge Ortombina – di far slittare la riapertura al 16 maggio. Poi abbiamo ritenuto che fosse fondamentale riaprire il 26 aprile, così come indicava il ministro. Ed è stato un segnale forte organizzare questo primo concerto dedicato a Verdi e La Fenice, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza, per i ragazzi, per i giovani, come abbiamo fatto. C’erano solo duecento biglietti, abbiamo avuto migliaia di richieste. Possiamo proprio dire che il teatro non lo abbiamo riaperto noi ma questi giovani che hanno fatto di tutto per partecipare. Purtroppo in numero molto contenuto. Le regole al momento sono queste”.

Verdi per la fenice aprile 2021

La capienza attuale del teatro e è ridotta a un terzo di quella che la disponibilità normale del teatro. “Penso che resterà tale fino a che non cambieranno le misure di sicurezza, non credo prima di metà giugno. Il problema è legato non solo ai posti degli spettatori ma anche al fatto che aumentare gli spettatori significa dare meno spazio ai lavoratori. All’orchestra, coro, ai cantanti, costringendoli ad assembramenti che sarebbero contro quanto previsto dai protocolli sanitari. Speriamo che andando avanti con la campagna vaccinale si possa arrivare nel giro di breve tempo, un mese, un mese e mezzo, a fare spettacolo finalmente in una condizione più normale. Siamo pronti ad aumentare anche di uno spettatore al giorno, secondo quanto ci indicheranno e sarà possibile fare”.

Intanto buon compleanno al Teatro La Fenice. Che nella sua lunga storia artistica ha visto tante prime assolute di opere di Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi. E in tempi via via più recenti, prime mondiali di Igor Stravinskij, Benjamin Britten, Sergej Prokofiev, Luigi Nono, Bruno Maderna, Mauircio Kagel, Adriano Guarnieri, Luca Mosca, Claudio Ambrosini.

(ph credit: Fondazione Teatro La Fenice, Michele Crosera)

Il compleanno del Teatro La Fenice di Venezia, nel segno della ripartenza ultima modifica: 2021-05-16T12:30:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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