notification icon
App italiani.it
Tutto il meglio di italiani.it sul tuo telefono
Installa

“L’architettura è la testimonianza dell’aspirazione dell’uomo a vincere il tempo innalzando l’ordine nello spazio” scriveva Hermann Broch. Per riunire quanti se ne occupano nel nostro Paese, nel 1959, dall’idea e ingegno di Bruno Zevi, nacque l’Istituto Nazionale di Architettura. Ben presto si fece strada anche la necessità di promuovere e premiare l’eccellenza e il valore delle opere architettoniche italiane. Ed è così che nel ’62 si organizzò la prima edizione dei Premi In/Arch.

I premi In/Arch alle eccellenze architettoniche italiane

I premi In/Arch da 58 anni ormai premiano l’architettura italiana. Giulio Carlo Argan, storico e critico d’arte, durante la presentazione della prima edizione li descrive come un modo di segnalare gli architetti “che hanno compiuto un lavoro di sintesi e di risoluzione finale di tutte le componenti di forza nella componente ultima, cioè nell’opera d’arte”. Ma, aggiunge, “sono rivolti anche a premiare personalità politiche, funzionari di Enti, produttori, critici d’arte, istituti e imprese, cioè l’intera sfera di attività e di interessi, al centro della quale si pone il risultato artistico”. Dunque, è un’occasione di incontro tra mondo dell’imprenditoria e progettazione. Si premia, infatti, non solo l’opera in sé, ma tutti i soggetti che vi ruotano attorno. Colui che la commissiona, che la progetta e, infine, colui che la costruisce.

premi in/arch - foto in bianco e nero di bruno zevi
Bruno Zevi, il fondatore dell’Istituto Nazionale di Architettura

Si premiano le premesse, quindi l’esigenza che avvia la costruzione, l’idea, il progetto. In pratica, si premia l’intero complesso della filiera produttiva, le risorse, la realizzazione. Ma anche la sintesi, l’opera e il suo valore intrinseco, che dona alle nostre città un lascito da ammirare per l’eternità. E, infine, si premia anche il post: il controllo, la gestione e la manutenzione.
Come dicevamo, la prima edizione dei premi In/Arch è datata al 1962. Si tratta di un appuntamento biennale che fino al ’72 non ha avuto interruzioni. Dopo di allora, per 15 anni non sono state più organizzate manifestazioni tranne nell’89 e poi nel ’92. I premi hanno vissuto un’altra pausa, lunga stavolta tredici anni, per ritornare nel 2005 grazie alla collaborazione con l’ANCE. L’ultima edizione dei premi risale al 2014. Quella dell’anno in corso è, pertanto, una ripartenza.

L’edizione 2020

L’edizione 2020 è stata voluta dall’Istituto Nazionale di Architettura e dall’Associazione Costruttori Edili ANCE in collaborazione con Archilovers. Ed è particolarmente sentita durante quest’emergenza Coronavirus, questa crisi che mina ogni voglia di fare. Ma proprio in quest’atmosfera di sconforto si trova la forza di continuare a valorizzare ciò che di bello è stato costruito e ciò che di ancor più meraviglioso si potrà costruire con lo sguardo verso il futuro. Tutti gli eventi in programma, pertanto, non sono annullati ma trasferiti in rete. “Pur forzatamente chiusi nelle nostre case, continuiamo immaterialmente a ‘battere i territori’ nei quali affondano le nostre radici, per esaltarne la vitalità policentrica e molteplice”, scrive il vicepresidente In/Arch, Luca Zevi. Dal 17 marzo e fino al 18 maggio committenti, progettisti, imprese di costruzione possono presentare la propria candidatura attraverso il portale archilovers.com dove sono presenti il bando e il modulo di partecipazione.

Copertina premi In/Arch
Immagine dalla pagina Facebook Inarch Istituto Nazionale di Architettura

Le categorie dei premi In/Arch 2020

Quest’edizione prevede 20 Premi Regionali e Premi Nazionali da assegnare a singoli edifici o complessi di edifici di nuova costruzione o recentemente qualificati. Imprescindibile è che siano ubicati in Italia e realizzati da persone italiane. E che siano stati costruiti e terminati tra il 2014 e il 2020. Sei le categorie: premi per interventi di nuova costruzione e per interventi realizzati e/o progettati da giovani progettisti. C’è il premio per un intervento di rigenerazione urbana e per un intervento di riqualificazione edilizia. Il premio “Bruno Zevi” per la diffusione della cultura architettonica e, infine, il premio alla carriera. Per ogni categoria verranno premiati il miglior progettista, la migliore impresa esecutrice e il miglior committente. Previsti, inoltre, cinque premi speciali: il premio speciale Architettura Solare in contesti di pregio e il premio speciale Listone Giordano. Il premio speciale Manini Prefabbricati, il premio speciale Vimar. Infine, il premio speciale Willis Towers Watson.

La premiazione

Ad assegnare i Premi Regionali saranno 9 giurie. Il conferimento avrà luogo durante manifestazioni pubbliche che le Sezioni Regionali In/Arch organizzeranno nel corso dell’anno con date e location da definire. Tra tutti i premiati a livello regionale, infine, una giuria nazionale assegnerà i Premi Nazionali. La consegna di quest’ultimi avverrà durante la Biennale di Venezia di ottobre.
L’edizione 2020 dei premi In/Arch è l’occasione per ripartire, lanciando uno sguardo oltre la crisi.

#l’Italianelcuore

Premi In/Arch 2020: uno sguardo oltre la crisi ultima modifica: 2020-04-07T09:43:47+02:00 da Paola Stranges

Commenti