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Non ci sono buone notizie, almeno per il momento, per quanto riguarda la stagione sciistica 2020-2021.

Le piste da sci riapriranno, dunque? Ad oggi sembra un’ipotesi lontana, a prescindere dall’andamento della pandemia. Un danno vero e proprio considerando come, in Italia, il settore frutti circa 9 miliardi di euro l’anno (di cui 1,2 proveniente dagli impianti sciistici). Se questo inverno si tornerà a sciare lo si farà con qualche limitazione. Non sarà un “via libera”, sarà piuttosto una ripresa prudente per provare a salvare alberghi e impianti senza il disastro sanitario delle riaperture estive. Ma, se in un primo momento il Governo aveva ipotizzato alcune regole, ora la riapertura sembra esclusa.

stagione sciistica 2020-2021, capienza ridotta sugli impianti (Pixabay)

La decisione del Governo sulla stagione sciistica

Il premier Conte è stato (quasi) categorico. Intervenuto a “Otto e mezzo”, il programma di Lilli Gruber in onda su La7, ha ridotto le speranze delle Regioni interessate (Valle d’Aosta, Trentino Alto-Adige, Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Abruzzo) in merito alla stagione sciistica.

“Per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile. E, con Merkel e Macron, stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo. Non è possibile consentire vacanze sulla neve, non possiamo permettercelo”, ha detto.

“Le Regioni hanno consegnato delle linee guida che saranno discusse quando ci saranno le condizioni per aprire. Oggi le condizioni non ci sono, non c’è stata questa discussione. Quel comparto è in attesa, ma come tutti gli altri comparti deve avere la pazienza di anteporre l’emergenza sanitaria davanti a tutto. Valuteremo nel prossimo Dpcm se ci sono condizioni per fare cosa e quando” sono state invece le parole di Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali.

Le parole dei gestori

I gestori degli impianti vogliono certezze. Valeria Ghezzi, dal 2014 a capo dell’Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) e da tutti conosciuta come “la signora delle nevi”, si è espressa nei giorni scorsi.

Per ogni euro che fatturiamo, il resto della filiera ne fattura altri otto. Ecco perché abbiamo iniziato a produrre la neve (sull’Alpe Tognola, a San Martino di Castrozza ndr.) allo scopo di preparare gli impianti sciistici, pur non sapendo se le regole anti-contagio ci consentiranno di aprire. Spenderemo 70 milioni di euro quest’anno per innevare gli impianti, ma non potevamo tirarci indietro perché alberghi, ristoranti e negozi che vivono del turismo bianco dipendono da noi” ha dichiarato, come numero uno di Funivie Seggiovie San Martino Spa.

stagione sciistica, Valeria Ghezzi (Facebook @ANEF)

La filiera sciistica, che in Italia conta circa 120mila addetti, fa il 90% dei suoi incassi durante l’inverno (un terzo tra Sant’Ambrogio e l’Epifania). Chiudere tutti gli impianti sarebbe dunque tragico, per tutti coloro che vi trovano impiego.

“Si sta cercando una soluzione pur di limitare gli afflussi, gli accessi, le code. Code che, se ci basiamo sul distanziamento, saranno sempre più lunghe. E psicologicamente sappiamo che le code molto lunghe fanno impressione, vengono anche strumentalizzate dai media. Fa paura l’afflusso di gente. C’è quindi questa idea di ridurre la portata degli impianti, ma così facendo aumentiamo le code. Mentre, se aumentiamo la portata, abbreviamo le file ma c’è il discorso psicologico della paura di stare all’interno di una cabina dove non c’è distanziamento”: queste le parole della Ghezzi.

Allo stato attuale, pare che il Governo abbia intenzione di tenere chiusi gli impianti. Specialmente durante il periodo natalizio. Nel resto d’Europa, la situazione non è molto più rosea. La Francia deciderà in merito alla stagione sciistica nei prossimi dieci giorni, quando avrà valutato un protocollo sanitario specifico e avrà messo sul tavolo le risorse economiche per le imprese e i lavoratori. La Svizzera, invece, non ha attuato alcun lockdown. E, nonostante la sua curva epidemiologica non sia delle migliori, ha deciso di tenere aperti gli impianti invitando anzi gli stranieri a sciare nel Paese. L‘Austria spera di riaprirli entro Natale, la Germania addirittura l’1 dicembre. Quello che l’Italia vorrebbe, tuttavia, è che si trovasse una soluzione comune sul fronte europeo.

Stagione sciistica a rischio: le settimane bianche non si faranno ultima modifica: 2020-11-25T11:30:27+01:00 da Laura Alberti

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