Negli anni passati molte volte noi ragazzi vedevamo nelle nostre citta’ dei giovanotti in uniforme con uno strano copricapo rosso da cui pendeva un pon-pon celeste: gli adulti ci dicevano che si trattava di Bersaglieri. A quel punto capivamo che un alone di avventura, di eroismo e di gloria circondava quei militari. Avventura, eroismo e gloria che iniziarono il 18 giugno 1836 quando il capitano dell’ Esercito Sardo Alessandro Ferrero della Marmora  presento’ al re Carlo Alberto la proposta di costituire una fanteria leggera con compiti di avanguardia, esplorazione e collegamento tra i reparti. Nacque cosi’ il Corpo dei Bersaglieri la cui maggiore caratteristica fu, fin dall’inizio, la velocita’ che ancora rimane nelle parate militari affrontate a passo di carica ed al suono di una trascinante fanfara di ottoni. Per meglio identificarli il capitano Ferrero della Marmora diede ai suoi reparti uno strano copricapo tondo, con una falda larga su cui poggiare un ciuffo di piume di gallo cedrone. L’addestramento particolarmente accurato, l’armamento all’avanguardia (furono i primi a dotarsi di fucili a retrocarica) la sfrontatezza nell’unire le trombe e le piume al vento li caratterizzo’ subito come un Corpo di elite. L’essere bersagliere divenne in pochi anni un punto di onore per i soldati del piccolo Regno di Sardegna. Si distinsero fin dall’ inizio delle guerre risorgimentali. L’ 8 aprile 1848 ebbero il battesimo del fuoco a Goito, nella I Guerra d’Indipendenza, conclusasi con la sfortunata battaglia di Novara.

Nel 1854 fecero parte della spedizione che partecipo’ alla Guerra di Crimea: si fecero onore nella battaglia di Cernaia. Tanta fu l’ammirazione degli alleati francesi che gli Zuavi donarono al Corpo i fez rossi che noi ragazzi ammiravamo nelle ore di libera uscita. In Crimea i Besaglieri guadagnarono una stima internazionale ma persero il loro fondatore: Alessandro Ferrero della Marmora mori’ per un’infezione colerica nella lontana Russia. La vittoriosa II Guerra d’ Indipendenza li vide protagonisti a Palestro il 31 maggio 1859, ma forse l’immagine che tutti noi conosciamo delle guerre risorgimentali e’ l’ingresso dei Bersaglieri a Roma attraverso la breccia di Porta Pia: furono i primi a portare il tricolore nella Citta’ Eterna il 20 settembre 1870. Non poterono mancare nelle guerre coloniali: Africa Orientale e Libia. Alla vigilia della I Guerra Mondiale fu costituita la specialita’ dei Bersaglieri Ciclisti, sempre per andare piu’ veloci. A questa specialita’ appartiene una delle figure piu’ fulgide del Corpo: Enrico Toti. Un popolano romano che pur privo di una gamba volle raggiungere il reparto piu’ prestigioso dell’Esercito Italiano nelle cui fila mori’ eroicamente nei dintorni di Monfalcone guadagnando una Medaglia d’Oro al Valor Militare. Il 3 novembre 1918, ancora una volta primi,  i Bersaglieri entrarono a Trieste, sbarcando dal cacciatorpediniere della Marina ‘Audace’.

bersaglieri

Il soldato tedesco ha stupito il mondo: il bersagliere ha stupito il soldato tedesco

Questa frase del Feldmaresciallo Rommel puo’ essere la sintesi dell’attivita’ dei Bersaglieri nella II Guerra Mondiale. Presenti in tutti i fronti di guerra piu’ importanti il sangue dei Bersaglieri e’ stato sparso in Russia, in Africa settentrionale, in Jugoslavia continuanda a suscitare ammirazione in alleati ed avversari. La guerra civile 1943-45 vide dei reparti di Bersaglieri schierati sia con il Regno del Sud sia con la R.S.I.: fortunatamente non ebbero modo di scontrarsi gli uni con gli altri. Dall’una e dall’altra parte del fronte i Bersaglieri si misero al servizio della comunita’ nazionale. Ancora oggi i Bersaglieri non mancano di intervenire sia a difesa della sicurezza del territorio in occasione di calamita’ naturali, sia dove siano richiesti per gli impegni internazionali dell’Italia. Libano, Iraq, Afganistan hanno conosciuto gli elmetti con le piume di gallo cedrone che rimangono dopo 182 anni una specie carta di identita’ per i contingenti italiani all’estero. Quello che rimane nei cuori e nei sentimenti di tutti gli italiani e’ la sfilata militare del 2 giugno quando la lunga via dei Fori Imperiali di Roma piano piano si svuota facendo uno spazio tutto per loro. Da sotto il Colosseo si sente un suono di una fanfare di ottoni e poi appaiono i Bersaglieri, piume al vento con il loro baldanzoso passo di corsa che e’ iniziato nel 1836 e nessuno vuole che finisca.

Giorgio Paoletti

Autore: Giorgio Paoletti

Sono un uomo curioso, un marinaio che ama leggere, scrivere e viaggiare.

Bersaglieri! ultima modifica: 2018-06-18T11:12:12+00:00 da Giorgio Paoletti

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