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Lodè suona come una formula magica, e forse qualcosa vicino al mistico, e all’incantesimo c’è in questo borgo montano medievale; meraviglia sarda, ovvero un luogo in cui il tempo scorre lento, adagiato ai piedi del Monte Calvario, nell’alta Baronia.

Lodè - panorama del borgo
veduta di Lodè

Lodè

Borgo ricco di storia, intessuta per gran parte d’antiche tradizioni popolari, a preservare un centro storico intatto, che ben si sposa con bellezze naturali come il Montalbo. Incantevole è il Parco Regionale Naturale Tepilora, con le acque di cui è ricco.
Il del Rio Mannu, e la cascata di Sos Golleos. Le case del centro storico di Lodè sono costruite con le tipiche pietre, decorate con i caratteristici balconi di legno; lo stesso materiale usato per le capanne dei pastori, sos pinnettos, ancora presenti nelle campagne.

lodè - immagine di cavalli per la processione

Bellissime e pregne di spirito religioso, sono le chiese, alcune delle quali risalgono al Medioevo, come quella del patrono, Sant’Antonio da Padova. Antica anche la chiesa de Su Rimediu, de Sa Purissima, di San Giovanni Battista, e la chiesa de Sa Itria, della Vergine d’Itria dell’800. Inoltre, suggestiva è la chiesa di S. Anna che ha moltissimi devoti.

Lodè e i nuraghe e le domus janas

Nel territorio del comune di Lodè, ricade parte del Parco naturale di Tepilora, Sant’Anna e Rio Posada; che comprende il complesso forestale Sant’Anna, il Montalbo con macchia e foresta di leccio e corbezzolo e parte della foresta demaniale di Usinavà. Vi sono antiche fustaie di leccio e macchia mediterranea.

lodè - parrocchia del borgo

Da visitare il nuraghe Sa Mela, sul Monte Prana, e alcune tombe di giganti e diverse domus de janas; che gli abitanti chiamano sas calas‘e sos naneddos, ossia le piccole grotte dei nani. Da lassù si può vedere le fondamenta degli antichi villaggi di Sos Lothos e Thilameddu.

maschera tipica del paese

Per gli amanti del trekking si consiglia la visita del Parco di Tepilora, con sentieri immersi nei boschi. Dall’alto si gode la vista del mare (da Tavolara a Cala Gonone). Testimonianze archeologiche risalenti al Neolitico, indicano le origini remote dell’abitato, e i più antichi documenti scritti sul borgo, risalgono al 1100 circa.

Il Montalbo

La comunità di Lodè è molto legata ai riti religiosi che ancora si tramandano intatti da secoli. Il 16/17 gennaio si festeggia Sant’Antonio Abate, molto venerato. Nella prima giornata i bambini passano di casa in casa per avere in dono frutta, dolcetti e “sos calistros”.

lodè - pane tipico

Molto suggestivi sono i riti della settimana Santa, come la tradizione de “S’Iscravamentu” seguito dalla processione, con la statua del “Cristo Morto”. Come in quasi tutti i borghi della Sardegna anche Lodè ha numerose varietà di pane, e molte pietanze sono alla base questo alimento.

dolci tipico del paese

“Su coccone” dalla consistenza dolce, “Sa simula”, “Sos calistros”, “Su pane a trocheddu o carasau”; sfoglia di pane sottile e croccante, che si può consumare in tempi medio lunghi. C’è anche “Sas Cozzulasa” il cui composto può variare, ovvero “de ricottu” (con ricotta) o “de gheda” (con piccoli pezzi di carne e lardo); non ci stupisce la longevità dei lodeini.

Sas casatinas

Si tratta di una pasta di pane con sopra del formaggio fuso; “Sas gathasa” fritelle fatte con pasta di pane, acqua, lievito ed acquavite. “Su cocconeddu chin s’ovu” la cui forma può variare (treccia, gallinella, borsetta), viene preparato a Pasqua per i bambini.

pasta sarda

Dolci tipici di Lodè sono le “Orugliettas”, fatte con sottilissima pasta sfoglia d’uovo e ricoperte con un leggero strato di miele. Abbiamo anche i “sos amarettos”, biscotti fatti di pasta di mandorla, e l’“Aranzata”, croccante fatto di mandorle dolci, e buccia di arancia; e piccoli pezzi di pasta di pane di grano, “graneddoso”. Tra le ricette tradizionali troviamo anche “Sa manicatura” con puntine di maiale, patate, cavolo, cipolla e ceci oppure carne di pecora, patate e cipolla. “Su pane vratau” si cucina con vari strati di pane carasau bagnati in acqua calda e sale, con sopra sugo e pecorino grattugiato.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
Lodè, magico borgo sardo dove si vive molto a lungo! ultima modifica: 2019-09-16T09:00:58+02:00 da Simona Aiuti

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