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“Circa 9500 pietre che sono tornate esattamente dove erano prima del terremoto, eventualmente integrate e restaurate singolarmente con la stessa cura con la quale si interviene su un’opera d’arte”: questa frase, riferita specificatamente alla ricostruzione del Duomo, è forse la sintesi di tutta la lunga storia del Borgo dei Borghi di Venzone. Devastato dal terremoto del 1976 e rinato, “com’era e dov’era”, in modo esemplare. La ricostruzione di Venzone, in provincia di Udine, nel cuore del Friuli, ha fatto storia ed è oggi uno dei massimi esempi, nel mondo, di conservazione e di tutela del patrimonio storico culturale. E ci consente anche di vedere e raccontare la storia di una località che ha radici lontanissime nel tempo. Unico esempio di borgo fortificato del 1300 conservatosi integro nella regione e, per la sua importanza storico-artistica, dichiarato Monumento Nazionale già prima del terremoto, nel 1965.

La storia antica di Venzone e le sue radici celtiche

Le sue radici sono antichissime. Nel 500 avanti Cristo attraversavano questi luoghi i Celti. In epoca romana qui passava la via Julia Augusta che da Aquileia portava in Austria, e nel sito dove attualmente si trova il Duomo sono stati rinvenuti resti di un edificio romano. Poi arrivarono le invasioni barbariche, numerose. E poi ancora il primo nucleo urbano di epoca carolingia, la prima cinta muraria e cinque antichi castelli che dominavano e controllavano la valle del fiume Tagliamento.

Venzone piazza municipio

Il periodo di conflitti e tensioni con conti e signori della zona termina con l’arrivo della Repubblica di Venezia nel 1420 che mette sotto un solo dominio tutta la regione. Venzone resta un punto nevralgico, per la sua economia basata sui traffici commerciali fin dal Medioevo. Lo testimoniano gli importanti palazzi cinquecenteschi e i cortili dove si svolgevano le varie attività commerciali.

La devastazione del sisma e la ricostruzione “esemplare”

Il terremoto devastante del 1976, le due scosse più forti, prima di maggio poi di settembre, e la successiva ricostruzione, meritano un’attenzione tutta particolare. Il borgo medievale è stato ricostruito pezzo per pezzo, dopo un lungo periodo di riconoscimento e catalogazione delle pietre che sono state poi collocate al posto che occupavano prima del sisma, una per una, grazie al materiale degli archivi fotografici e documentali del periodo precedente il sisma. Praticamente tutta la cittadina è stata ricostruita pietra su pietra, e questa ricostruzione, durata circa vent’anni, ha fatto storia.

duomo venzone prima e dopo

Venzone è rinato con il suo Palazzo Comunale ultimato nel 1984: un edificio gotico dei primi del ‘400 con la sua torre dell’orologio e le facciate esterne ingentilite da una serie di stemmi delle più antiche e nobili famiglie venzonesi. Con il suo centro storico, pronto nel 1988. E soprattutto con il Duomo romanico-gotico dedicato a Sant’Andrea. E’ stato ultimato nel 1995 ed è diventato il simbolo del sisma e della sua rinascita. Tiere Motus, Storia di un terremoto e della sua gente, è il museo ospitato a Palazzo Orgnani-Martina e dedicato a questa storia. L’Orcolat, la terrificante creatura che nella tradizione popolare impersona il terremoto, si ridesta grazie a tecniche di realtà virtuale. Poi le immagini del disastro, le tappe che hanno portato alla ricostruzione e al fascino che caratterizza Venzone oggi.

Le Mummie di Venzone. La più antica, il Gobbo, risale al 1348

Venzone è circondato da una doppia cerchia di mura del XIII secolo. Dal centro storico partono alcune passeggiate caratteristiche. Interessante quella che collega le quattrocentesche chiesette votive che circondano Venzone lungo il tragitto dell’antico sentiero celtico. Panoramica quello che porta ai sentieri all’interno del Parco Naturale delle Prealpi Giulie.

Venzone Porta sud

E le Mummie di Venzone? Questo è un capitolo tutto particolare che sta proprio nel “cuore” del centro storico di Venzone. La mummia più antica, il Gobbo, è del 1348 e venne scoperta nel 1647. Tutte le altre risalgono ai secoli XVIII e XIX. Sono custodite nella Cripta della Cappella cimiteriale di San Michele che si trova vicino al Duomo. Si tratta di una forma di mummificazione naturale delle salme dovuta a particolari condizioni ambientali che si verificano in alcune tombe del Duomo, dove si sviluppa una muffa che ha la proprietà di disidratare i tessuti bloccandone la decomposizione.

(ph credit: Archivio Venzone e Michela Stefanutti)

Venzone, la straordinaria rinascita dopo il terremoto del 1976 ultima modifica: 2021-09-29T13:04:07+02:00 da Cristina Campolonghi

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